
Proverbi di Giugno:
Giugno la falce in pugno;
Per san Barnabà la falce al prà;
Per san Vito il merlo becca moglie e marito;
La notte di san Giovanni entra il mosto nel chicco;
Chi semina in Ottobre miete in Giugno;
Giugno ciliegie a pugno;
La notte di san Giovanni ogni erba nasconde inganni

Il nome Giugno deriva da nome del mese romano Junius che trarrebbe origine, secondo Ovidio, da juniores: "i giovani" a cui i romani dedicavano questo mese (avendo Romolo diviso la popolazione romana in due, i maggiori, gli adulti anziani, appunto, e i minori, i giovani abili alle armi, così che i primi governassero con la saggezza, i secondi con la forza delle armi) ; secondo altri deriverebbe dal nome della dea Giunone Juno, dea della luce, protettrice delle donne, delle nozze e dei parti, sposa-sorella di Giove e simbolo della prosperità femminile, a cui il mese era dedicato.
Calendario Arcaico Romano: Junius era il quarto mese del calendario e contava 30 giorni;
Calendario della Repubblica Romana: Junius era il quarto mese del calendario, contava 29 giorni.
Calendari Giuliano e Augusteo: Junius era il sesto mese del calendario e contava 30 giorni. La tradizione romana dedicava questo mese alla dea Giunone, moglie di Giove e dea della prosperità. Anche tra i romani, come accade ancora oggi tra molte altre popolazioni, in questo mese si tenevano festeggiamenti per celebrare il Solstizio d'Estate.
Per i celti Simivisonios (tempo chiaro), ottavo mese del calendario, contava 30 giorni e andava da Maggio a Giugno, mentre Equos (tempo dei cavalli), nono mese, contava 30 giorni e andava da Giugno a Luglio.




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