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Ostara
(chiamata anche Eostre, Eastre oppure Eostar)
Equinozio di primavera
E’ il momento in cui la Natura tutta reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali.
I celti festeggiano banchettando con le uova, uno dei simboli più potenti della vita che ritorna dopo un periodo di occultamento nell'oscurità, e con la lepre, l'animale della fertilità che accompagna le divinità e dell'amore.

Nell'equilibrio, nell'armonia di luce e buio, luna e sole, maschile e femminile, ci viene incontro un mondo nuovo, ricco di promesse, di fertilità, di apertura, di possibilità e colori: la Primavera, stagione di espansione, di creatività e di danza gioiosa.


L’equinozio di Primavera, festa di Oestara, Alban Eiler (“Luce della Terra”),
veniva festeggiato il 21 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio.
La parola equinozio deriva dal latino “equus nox”, ovvero “uguale notte
Rappresenta quindi, una sorta di capodanno.
Ricordiamo anche che nella Roma antica, l’anno aveva inizio proprio nel mese di marzo, dedicato a Marte, padre dei gemelli fondatori della città.


Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara venne assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera. La nuova festa cristiana, ancora priva di un nome, in certe lingue assimilò anche la nomenclatura della vecchia festa.
Ancora oggi, infatti, in inglese la Pasqua è chiamata Easter, e in tedesco Ostern.


Anche parecchi elementi della tradizione antica furono inglobati dalla festa cristiana. Tra questi il coniglio pasquale, simbolo di fertilità e prosperità; e l'uovo, simbolo dell'embrione primordiale da cui scaturisce l'esistenza.

Layout e Grafica © Mimina
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