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Le feste celtiche

I Celti , popolo rurale che viveva in profonda simbiosi con la Natura, avevano l'esigenza di riconoscere i passaggi delle stagioni. Così divisero l'anno in quattro parti segnate dalle quattro feste principali:

Imbolc, Tempo del Parto e dell' Allattamento, il primo di febbraio;
Bealtaine, Fuoco Risplendente, il primo maggio;
Lughnasa, il Giorno delle nozze di Lug, il primo di agosto;
Samhain, la Fine dell'Estate, il primo di novembre.

Queste date, assieme a quelle degli equinozi e dei solstizi, rappresentavano i momenti più importanti nel calendario celtico; in questi particolari la Natura subisce dei grandi cambiamenti, e questo influsso si ripercuote anche nella coscienza, oltre che nella vita pratica della tribù.
Così, la suddivisione dell'anno venne anche a rappresentare una specie di mappa della coscienza, e a ogni festa o periodo dell'anno corrispondevano qualità e sentimenti interiori.

Perciò, all'Equinozio di Primavera corrispondevano la direzione dell'Est, l'elemento Aria e il Sentiero dell'Apertura della Via, quello da percorrere quando si vuole scoprire lo scopo della propria vita o all'inizio di un nuovo progetto.
Al Solstizio d'Estate, invece, corrispondevano la direzione Sud, l'elemento Fuoco e il Sentiero del Giungere all'Essere, che dà accesso al proprio Potere e che si percorre quando si ricercano, all'interno di sè, i doni e i mezzi per raggiungere il proprio scopo o per affrontare i nemici.
All'Equinozio d'Autunno corrispondevano la direzione Ovest, l'elemento Acqua e il Sentiero del Passare all'Interno, che corrisponde all'assimilazione e alla comprensione, alla soddisfazione e al desiderio.
Al Sostizio d'Inverno corrispondevano la direzione Nord, l'elemento Terra e il Sentiero della Scoperta della Saggezza, che porta al riconoscimento della Saggezza innata insita in tutte le cose.





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